Florilegio
Ensemble
"O
Tempo Bono"
Music
at the Aragonese Court of Naples
«Ecco
il buon esordio discografico del gruppo italiano
Florilegio Ensemble. Il panorama europeo di insiemi
che si dedicano alla musica basso-medievale, come
i nostri musicisti, non è scarno né qualitativamente
irrilevante. Dunque, il primo aspetto che un nuovo
ensemble deve considerare è la propria identità di
gruppo oltre naturalmente ad aver già risolto
il problema degli strumenti, ad aver impostato la
ricerca sulle fonti eccetera. Sul discorso dell'identità non
si fa gran cenno nelle note di copertina che accompagnano
il disco. Si dichiara semplicemente l'attrazione
del Florilegium (sic) per una cultura musicale
italiana ancora viva anche se tenuta in ombra dalla
scienza degli «oltremontani», il tutto
riferito alla musica del Quattrocento testimoniata
nel ricco e stilisticamente variegato manoscritto
Montecassino 871, cui è dedicato il cd. L'attrattiva è davvero
irresistibile e condividiamo il fascino espresso
dal gruppo, un fascino che si traduce in un'interpretazione
ancora cauta (comprensibile misura di sicurezza),
ma tuttavia chiara nell'attenzione alla poesia popolare,
al linguaggio dialettale e a una dialettica improvvisativa
che tiene conto della ricca tradizione orale, sicuramente
viva e propositiva alla corte aragonese di Napoli
cui fa riferimento la registrazione. Rimane meno
persuasivo l'aspetto «colto», più ufficiale
del repertorio, quello comunque influenzato da un
linguaggio più elaborato e pregno di contaminazioni «europee» all'epoca
girovaghe, che sarebbe manchevole disattendere.»
n.s. - Amadeus, Marzo 2001
«No
cesan de aparecer grabaciones dedicadas a la música
napolitana del s. XV, durante la época del monarca
aragonés Alfonso V el Magnánimo y de
su hijo Fernando I de Nápoles. "Música
española" No mucho. Nápoles era un reino
altamente internacional y sólo se conservan
11 piezas en español de esta época. En
el disco se incluyen dos fragmentos (en italiano y
latín) de Cornago y de Piero Oriola (Pere Orihuela), únicos
representantes hispanos entre muchas piezas unas veces
anónimas y otras firmadas por compositores flamencos
o ingleses. En cualquier caso, el repertorio es muy
bello, además de extremadamente variopinto.»
Álvaro Marías - ABC,
29 settembre 2001
« [.] Molto interessante, anche per la curata veste
grafica, è "O tempo bono" del Florilegio Ensemble,
pubblicato dall'etichetta Symphonia (http://www.symphoniarecords.com/).
Dal 1995 il gruppo di Induno Olona diretto da Marcello
Serafini si dedica a un attento studio del repertorio
antico. Lo testimonia questo Cd, con pagine sacre
e profane del codice "Montecassino 871" redatto intorno
al 1470 alla corte Aragonese di Napoli. Le cantanti
Maria Consigli e Anita Camarella, accompagnate da
Marcello e Antonio Serafini, Alberto Crugnola, Isacco
Colombo, Alberto Ponchio e Daniele Bicego (liuti,
cornamuse, ghironde, vielle, ribeche, bombarde e
altri strumenti antichi) restituiscono all'ascoltatore
moderno un repertorio suggestivo, sospeso tra tradizione
colta ed echi popolari.»
Lombardia Oggi, 22 Luglio
2001
«Nelle note del libretto che accompagna questa
interessante registrazione del manoscritto noto come
Montecassino 871 il Quattrocento è definito
un secolo 'misterioso', affermazione che è tanto
più vera quanto più è riferita
alla produzione musicale italiana. In effetti, tutti
i manoscritti redatti in Italia contengono pochissime
composizioni che possano essere attribuite all'attività di
musicisti autoctoni, mentre compaiono in gran numero
le opere di molti compositori stranieri, in particolare
fiamminghi. La cultura musicale europea del tempo
aveva infatti i suoi centri principali nella Francia
nord-occidentale, nelle Fiandre e, in una certa misura,
anche in Inghilterra; I'ltalia, dopo il brillante
periodo dell' Ars Nova trecentesca, attraversò un
periodo di circa ottant'anni in cui apparentemente
non prese parte in maniera diretta allo sviluppo
dell'arte musicale. Dobbiamo attendere la fine del
secolo per ritrovare, grazie alla produzione frottolistica
dell'ltalia settentrionale e ai canti carnascialeschi
della corte medicea, una attiva ripresa della produzione
musicale italiana in vista della straordinaria stagione
del madrigale cinquecentesco che affascinerà e
influenzerà per lungo tempo tutta l'Europa.
le nostre conoscenze sui gusti e sui repertori musicali
del tempo sono inevitabilmente legate a ciò che
i molti manoscritti ci tramandano, vere e proprie
'compilazioni' redatte in ambienti di corte e che
quindi di quella società e cultura sono lo
specchio. Non fa eccezione il manoscritto in questione
che, compilato intorno agli anni Settanta presso
la corte aragonese di Napoli, contiene, accanto alle
numerose composizioni di anonimo (alcune delle quali
probabilmente di area italiana e chiaramente legate
a una qualche forma di tradizione popolare), i fiamminghi
e nobilissimi Guillaume Dufay e Johannes Ockeghem,
gli inglesi William Frye e Bedingham e lo spagnolo
Cornago, attivo presso la corte di Napoli. Il Florilegio
Ensemble, diretto da Marcello Serafini, si propone
con un organico vocale e strumentale particolarmente
adatto all'esecuzione di questo repertorio. Due voci
femminili soliste, Anita Camarella e Maria Consigli,
la cui impostazione vocale (corretta e musicalmente
espressiva) sembra trovare una radice diretta nella
musica popolare, una caratteristica anche interpretativa
che pare in qualche modo contraddistinguere tutta
la registrazione.Significativa in questo senso l'esecuzione
dei piacevoli Alle stamegne, La vida de
Colin e Voca la galiera il cui carattere
'popolareggiante' è reso con la necessaria
leggerezza e senza inutili forzature. Gli strumenti,
il cui utilizzo in questo repertorio è sempre
a totale discrezione dell'interprete, sono usati
con varietà e in modo appropriato: si va quindi
dal raddoppio delle voci all'esecuzione puramente
strumentale, come nel caso del dolce e raffinato Adieu
m'amour di Dufay, davvero ben realizzato con
due liuti. La viella e il flauto completano la formazione
di bassa cappella che possiamo ascoltare nel bel Mon
fort souspirz. Gli strumenti alti sono rappresentati
da una piccola, ma solida ed efficace formazione
di alta cappella (ciaramella, bombarda e tromba da
tiro) che possiamo apprezzare in brani quali A
Florence e Suis aprentis di William Frye.
Concludo segnalando il brano O tempo bono,
che oltre a dare il titolo al disco esemplifica perfettamente
l'approccio interpretativo misurato e non privo di
fascino del Florilegio Ensemble, qui alla sua prima
esperienza discografica.Commento tecnico: Registrazione
pulita e ben dettagliata; buon equilibrio tra voci
e strumenti. Suono naturale e di adeguata dinamica.»
Gianpaolo Capuzzo - CD Classica, Aprile 2001
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